sabato 1 agosto 2015

I GENI, I MAESTRI E TUTTI GLI ALTRI (agosto 2012)

Una riflessione estiva di qualche anno fa. E anche un'occasione per ricordare due grandi artisti. Diversissimi fra loro, ma diventati una parte importante della nostra cultura. 



L'estate favorisce discussioni un po’ oziose sui massimi sistemi. Del tipo: qual è la molla che spinge in avanti la creatività?

Com’è che si arriva a creare per un pubblico? Cos’è che ti fa mettere mano a una tastiera (un tempo era una penna), a uno strumento musicale, a una macchina da presa, pensando che hai qualcosa da dire al mondo, e che sei in grado di comunicarla?

Molti anni fa, quando ero solo un ragazzino che sognava di scrivere, mi capitò di vedere in televisione un’intervista a Fabrizio De André. Il cantautore genovese parlava del suo album Storia di un impiegato, e raccontava di averne regalato una copia autografata al poeta Gregory Corso. De André disse che reputava Corso (scomparso nel 2010) un maestro. E da qui partì con una digressione sull’Arte che non ho mai più dimenticato.

martedì 14 luglio 2015

L'ULTIMA STORIA DI ATTILIO MICHELUZZI (2002)

La Sergio Bonelli Editore ha appena pubblicato l' Avventura Magazine dedicato ad Attilio Micheluzzi. Ve lo consiglio caldamente. Anche se il formato sacrifica un po' le tavole dell'autore istriano, pensate per un formato più grande, è l'occasione buona per conoscere - o per ritrovare, se già lo conoscete - uno dei maestri del fumetto italiano.

Nel 2002 recuperai  in libreria una sua storia che non ricordavo di avere letto. E infatti non l'avevo mai letta: era l'ultima, di cui Micheluzzi non aveva fatto in tempo a completare le chine, stroncato da un infarto nel 1990. Si intitolava Afghanistan, e ne scrissi una breve recensione che misi on line. 

Quel volume, edito dalla Lizard, oggi è quasi introvabile. 


Afghanistan, 1987. Sono passati otto anni dall'invasione russa. Kabul è un calderone che ribolle per la presenza di più di un milione di profughi in fuga dalle campagne. L'Unione Sovietica non riesce a prendere il controllo definitivo del territorio, e continua a inviare truppe di "Spetsnazi". Sono così detti i componenti delle Spetsialnoye Naznachenie, le unità per le missioni speciali: i combattenti più duri dell'Armata Rossa.

Vasilj Bodovskov è uno di questi: un soldato superaddestrato e motivato, che non si sognerebbe mai di discutere un ordine. Said Vassar invece è un ragazzo afghano che ha visto il suo villaggio distrutto dall'aviazione sovietica. Finito in un campo profughi a Peshawar, in Pakistan, viene per caso a conoscenza del complotto di una tribù rivale per uccidere il leader Babrak Massoud. E, come premio, ottiene di ritornare in Afghanistan per combattere nella guerriglia. Fatalmente, le strade del ragazzo e del soldato sovietico sono destinate a incrociarsi...