Dovrei imparare a leggere i messaggi che il Destino mi manda. Nel 1988, quando pubblicai su Nick Raider la storia intitolata Saigon, un lettore scrisse una lettera furibonda alla casa editrice, lamentando che il sottoscritto “parteggiava sfacciatamente per i Vietcong”. Ora, 1) Se si parteggia, si parteggia. “Sfacciatamente” cosa vuol dire? 2) Se anche avessi parteggiato per i Vietcong, cosa ci sarebbe stato di male? E comunque, 3) Non parteggiavo affatto per i Vietcong.
Pochi anni dopo scrissi una storia per Nathan Never, Terra bruciata, in cui compariva una gang di motociclisti. Un motociclista mi scrisse arrabbiato per il fatto che i motociclisti della storia erano cattivi.
Qualche anno dopo, quando cominciai a scrivere Legs, il gruppo degli arrabbiati si infoltì fino a diventare una folla. I primi a essere infuriati erano i lettori che avevano conosciuto Legs sulle pagine di Nathan Never e che detestavano con tutte le loro forze il cambio di tono narrativo. Quanto alle mie storie, non facevano arrabbiare solo i lettori. Facevano arrabbiare anche Antonio Serra. Per non parlare dell’editore. Quando uscì Fotogrammi di morte protestarono i sostenitori del cosiddetto "cinema d'autore", quel tipo di cinema che io avrei sbeffeggiato incarnandolo nel presuntuoso regista Norberto Antonucci. Addirittura, facendo riferimento alla mia intera produzione, su un newsgroup mi si accusò di scrivere storie "anticulturali".

