Marayat Bibidh è una bellissima ragazza, figlia di ricchi genitori del Siam. Trascorre l’infanzia in Thailandia, e poi va a studiare in un prestigioso collegio in Svizzera. Qui a una festa conosce un funzionario dell’Unesco, Louis-Jacques Rollet-Andriane. Siamo nel 1948: Louis-Jacques è giovane, ha trent’anni. Ma sono pur sempre il doppio di quelli di lei, che è appena sedicenne. Questo non impedisce il colpo di fulmine. Nel 1956 i due convolano a nozze. Innamoratissimi e giovani, ricchi e spregiudicati, decidono di proporre a un editore un romanzo erotico.
Secondo alcune voci, l’autore è il solo Louis-Jacques; secondo altre, i due avrebbero scritto insieme. Ma poco importa: il romanzo esce dapprima in una edizione semi-clandestina, anonimo e con una tiratura di 500 copie. Quando però nel 1967 arriva la pubblicazione ufficiale per la Grove Press, il romanzo è firmato dalla sola Marayat con uno pseudonimo, Emmanuelle Arsan. Il titolo è semplicemente Emmanuelle. La trama è lineare e vagamente autobiografica: una donna fa un viaggio in Thailandia insieme al marito, con cui vive un menage di coppia aperta, e inanella una serie di esperienze sessuali più o meno trasgressive. Il libro desta scandalo, e con milioni di copie vendute diventa presto un caso editoriale.
Nel 1968 Louis-Jacques è inviato dall’Unesco in Italia, e i giovani Andriane frequentano gli ambienti del libertinaggio romano. Il loro nume tutelare è il principe Dado Ruspoli, eccentrico aristocratico e habitué della via Veneto de La dolce vita.
Marayat - che parla cinque lingue - contribuisce anche all’edizione italiana di Playmen con articoli e rubriche. Nel frattempo ha lavorato anche come modella (per il pittore surrealista Pierre Moulinier) e come attrice in due occasioni: nel film Quelli della San Pablo (1967) a fianco di Steve McQueen, e in un episodio della popolare serie TV La grande vallata.
Ma il successo travolgente, arriverà alcuni anni dopo, nel 1974, quando Emmanuelle diventa un film, diretto da Just Jaeckin. Nel ruolo principale non c’è - come sarebbe lecito aspettarsi - una bellezza esotica, ma una ragazza olandese poco più che ventenne, Sylvia Kristel.
Locandina italiana del primo Emmanuelle
La confezione elegante del film, che trascende la dimensione pornografica (soft-core, occorre precisarlo), attrae un pubblico vastissimo, genera dibattiti (liberazione sessuale o mercificazione?) e, soprattutto, una serie di lucrosi seguiti “ufficiali” e apocrifi (tra questi ultimi spiccheranno quelli italiani; qui Emanuelle, con una m sola, è l’indonesiana Laura Gemser, già apparsa nel sequel ufficiale Emmanuelle 2). Il brand Emmanuelle è un tocco di Mida che trasforma in oro anche il tema musicale del film di Jaeckin, composto da Pierre Bachelet e Mervé Ray e reso popolare in Italia dal sax di Fausto Papetti.
Nel 1976 gli stessi coniugi Andriane producono un altro film erotico, Laure, con protagonista l’attrice francese Annie Belle. Scritto (o quanto meno firmato) e interpretato (in un ruolo minore) dalla stessa Marayat, stavolta col nome di Emmanuelle Arsan, il film è in realtà diretto da Louis-Jacques e dall’italiano Roberto D’Ettorre Piazzoli. A differenza del film con la Kristel, questa pellicola, funestata dai contrasti tra il produttore Assonitis e Louis-Jacques (che ritira la firma dal film), non ha grande fortuna. Non che importi molto: Marayat continua a firmare libri, scritti da Louis-Jacques, che presentano nuove eroine disinibite (Laure, Néa e Vanna).
La saga cinematografica di Emmanuelle prosegue con Emmanuelle 2 - L’antivergine (1976) e Goodbye Emmanuelle (1977). E nel 1978 arriva anche l’adattamento a fumetti del romanzo, a opera di Guido Crepax.
Nei primi anni Ottanta Marayat e Louis-Jacques sono in cerca di tranquillità, e decidono di dare una svolta alla propria vita. Si trasferiscono quindi in Francia, più precisamente in Provenza, in una tenuta immersa nel verde subito ribattezzata Le Chantelouve d’Emmanuelle. È qui che la giornalista Bianca Franco intervista Marayat per l’edizione italiana di Playmen, rivelando una cinquantenne appagata, contenta di godersi il successo di Emmanuelle in mezzo alla natura e di cucinare personalmente i propri dolci preferiti.
In seguito, i coniugi Andriane chiamano in casa come segretaria Nitya Phenkun, ex segretaria e amante di Louis-Jacques. Il rapporto di lavoro si trasforma ben presto in un ménage à trois, che comunque rimane stabile anche dopo la nascita delle due figlie di Marayat. Intanto, il personaggio di Emmanuelle continua la sua corsa inarrestabile sugli schermi, compresi quelli televisivi, con volti diversi: Monique Gabrielle, Natalie Uher, Marcella Walerstein.
Nel 2001 una rara e terribile malattia autoimmune, che Marayat credeva di avere sconfitto da ragazza, torna a colpirla. È la sclerodermia sistemica, che le aggredisce le gambe, e l’unica maniera per scongiurare il peggio è amputarle. Dopo l’intervento, Marayat è costretta su una sedia a rotelle. Non più autonoma, costretta ad affidarsi all’assistenza di una badante, Marayat si spegne nel 2005. I funerali si svolgono in forma privata, con la stessa discrezione con cui Marayat aveva vissuto gli ultimi anni. Louis-Jacques Rollet-Andrian non le sopravvive a lungo. Scompare nel 2008, lasciando a Nitya Phenkun tutti i diritti delle opere a firma Emmanuelle Arsan e le Chantelouve d’Emmanuelle.
Messa in vendita la tenuta, Nitya ritorna in Thailandia, là dov’era l’avventura di Emmanuelle era iniziata... e dove, evidentemente, non era destinata a finire. Emmanuelle è tornata sugli schermi nel 2024, con l’omonimo film tratto dal primo libro della serie, diretto dalla regista francese Audrey Diwan e interpretato da Noemie Merlant.







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