giovedì 29 ottobre 2020

BLACK DEATH - UN VIAGGIO ALL'INFERNO (2010)

Siamo nell’Inghilterra del 1348, devastata dalla peste. Pochi riescono a scampare al contagio, e tra questi c’è il giovane monaco Osmund, combattuto tra la fede e l’amore per la bella Averill. Lei vuole fuggire dal villaggio devastato dall’epidemia e lui potrebbe raggiungerla, ma viene cooptato come guida da un drappello di mercenari capitanati dal comandante Ulric. Il vescovo li ha mandati a cercare un villaggio che sembra sia immune dal contagio per i sortilegi di un negromante. La Chiesa vuole che il negromante sia eliminato a ogni costo: deve essere davvero molto potente, se la squadra mandata precedentemente a snidarlo non ha fatto ritorno... 

  

Ho una debolezza: adoro i film in cui non sai quale genere di film stai guardando, se un film “realistico” (al netto delle ovvie licenze narrative) o un film fantastico. Per esempio Mississippi Adventure, K-Pax, Vita di Pi. Anche in Black Death, a un certo punto, ci si pone questo interrogativo. E ovviamente non vi svelerò la risposta. 

  

Il film si apre con squarci macabri su un’umanità afflitta dalla peste, prosegue con una cruda sequenza d'azione, e infine approda a un horror quasi psicologico che ricorda un piccolo cult come The Wicker Man (l’originale). Tutto assemblato con rigore dal regista Christopher Smith, che ha alle spalle diversi titoli interessanti: Severance – tagli al personale, Creep, Triangle. Alla sceneggiatura Dario Poloni, londinese di padre italiano, già sceneggiatore del robusto Wilderness, di Michael J. Bassett. E infine, un ottimo cast: Sean Bean è Ulric, Eddie Redmayne è Osmund, e la negromante è Carice Van Houten (dopo Black Book e prima del Trono di Spade). Ma anche i co-protagonisti non sfigurano, a cominciare da John Lynch, che rivedremo presto in The Banishing (ancora un horror, e ancora diretto da Smith).

A metà strada tra il film d’avventura per adulti e l’horror, con un look realistico a dispetto di vistosi anacronismi, Black Death si chiude con un notevole pessimismo di fondo, equamente spartito nei riguardi delle due fazioni in lotta. Religione ufficiale e paganesimo sono due modi diversi di rivestire la stessa cosa: una pulsione insopprimibile alla violenza e al dominio. È questo il vero contagio, che divora le anime così come la peste divora i corpi. 


Il trailer è qui.